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venerdì 1 luglio 2011

La vera meta é il viaggio

Credo lo abbia detto qualcuno di importante. Diciamo che arrivare da qualche parte ogni tanto potrebbe essere carino, ma questa é un'altra storia.
Qui si parla di un viaggio a bordo di quello che Trenitalia chiama InterCity. Un buffo treno che per andare da Rovereto a Bologna passa per Mantova, contento lui. Cinque minuti di ritardo é qualcosa a cui non si fa neppure caso ma una carrozza invasa da un'orda di ciarlanti scout azzurri della val Rendena rimane impressa soprattutto se é dove hai prenotato il posto. Mi siedo, accendo la musica di sottofondo ed apro il libro d'ordinanza ma é un'impresa disperata a cui rinuncio poco dopo Ala. La confusione é tanta che il bigliettaio si scorda di controllarmi il biglietto. Col macinare dei chilometri la bambina davanti a me vince la timidezza dovuta al fatto di essere quella a cui é capitato il posto vicino alla capa-scout e complice l'assenza della stessa inizia ad interessarsi a me approfittando di un banale pretesto.
Martina, bel nome vero?, inizia raccontandomi la storia della sua vita. Ha forse dieci anni, a Domegliara ha giá finito e cosí mi chiede di raccontarle barzellette. Io mi schernisco rispondendo che non sono un Presidente del Consiglio. Ovviamente lei non si arrende e parte in quarta. Diciamo che la tecnica é da affinare, un po' meglio gli indovinelli. Non si scoraggia nemmeno davanti al fatto che indovino subito i suoi mentre lei fatica non poco con i miei e mi propone un gioco in cui bisogna impilare le mani le cui regole sono leggermente confuse tanto crollare alla prima prova. Con ammirevole ostinazione si fa prestare delle carte da Uno dal tavolo vicino ed inizia a mescolare. Un paio di partite per metterci d'accordo sulla gestione di alcune situazioni e poi via a raffica fino a Bologna. La bimba si mostra molto competitiva tanto da barare palesemente dopo aver perso alcune partite di fila. Quando le comunico che devo scendere è un po' dispiaciuta così faccio le boccacce al suo finestrino prima di imboccare il sottopasso diretto alla celebre fontana della stazione felsinea dove mi attendono per portarmi nel Giardino Segreto.

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